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21 mar 2015

Hozier - Hozier [Recensione]

Hozier, ormai chi non conosce questo artista? La sua popolarità è arrivata all'apice in pochissimo tempo grazie al maestoso singolo Take Me To Church, nominato Song of the Year agli ultimi Grammy e Best Song with a Social Message agli MTV Europe Music Awards dello scorso anno.


Take Me To Church è una metafora della fine di un amore, come ha spiegato lo stesso Hozier, scritta immediatamente dopo la rottura con una delle sue ex fidanzate. Il cantante trasmuta la fine della relazione in un video nel quale omosessualità, religione e leggi politiche – in particolare quelle russe – non vanno d'accordo, come si evince dal testo: “My Church offers no absolutes / She tells me, 'Worship in the bedroom.' / The only heaven I'll be sent to / Is when I'm alone with you / I was born sick, But I love it / Command me to be well / Amen. Amen. Amen. Amen”.

L'artista si è quindi presentato al grande pubblico con un singolo molto potente accompagnato da un importante messaggio: lottare per il proprio amore, di qualunque genere o sesso si tratti. Nonostante la giovane età, Hozier può infatti essere tranquillamente considerato uno degli artisti più promettenti in circolazione.


16 feb 2015

Asaf Avidan - Gold shadow [Recensione]

Da qualche settimana è tra noi il nuovo disco solista del cantautore e polistrumentista israeliano Asaf Avidan, la cui popolarità in Italia esplose grazie al (discutibile) remix dance di Reckoning Song – suo pezzo-simbolo, rinominato One Day per l'occasione – ed il successivo live incendiario al Festival di Sanremo, terminato in clamorosa standing ovation con tanto di bis.


Gold Shadow, questo il titolo dell'ultima fatica – la seconda in solitaria, dopo la messa in stand-by del progetto musicale con i The Mojos – che rispetto al precedente Different Pulses, cupo e dolente, mostra un'anima più solare ed una maggiore varietà di umori e stili musicali.

Un disco caleidoscopico, ricco di contrasti e contrapposizioni già a partire dal titolo, in perfetta sintonia con la personalità multiforme del suo autore – nato trentacinque anni fa a Gerusalemme ma con trascorsi infantili in Giamaica, una voce blues dai colori quasi femminili intrappolata in un corpo da adolescente fragile.