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4 mar 2015

Nrec - Spaghettitronica EP [Recensione]

Ieri è uscito il nuovo EP di Nrep, nome d'arte di Enrico Tiberi, con un intento a dir poco ardito: il lancio di un nuovo genere chiamato "eviltronica". Avvalendosi della voce di Daniele Strappato, il marchigiano propone un'elettronica nuova, di estrazione dark e dalle atmosfere heavy.


L'inizio è dei più promettenti: quando il noise iniziale di Videodrøme si schiarisce, prende vita il pezzo più ballabile dell'EP. La musica ricorda l'elettronica francese dei Justice o dei Daft Punk - per scomodare qualche big del genere - sulla quale incombe però un'ombra oscura. È infatti esplicito il riferimento all'horror fantascientifico di David Cronenberg, in cui il protagonista è vittima di un manipolatore di coscienze che per i suoi scopi ricorre alla pellicola: "I want to see more violence / I want to see blood and disgusting murders on the TV screen / Welcome to Videodrome / Shock me!". 


26 feb 2015

Alterea - Pausa Zen EP [Recensione]

Lo scorso 11 gennaio la band di Imperia ha pubblicato un EP il cui titolo sottolinea il ritorno dopo una lunga pausa. Dall'album d'esordio Tutto sembra spegnersi, sono infatti passati sette anni nei quali vi è stato un rinnovamento, non solo della formazione ma anche a livello musicale e filosofico.


Già dal primo ascolto, Pausa Zen risulta un lavoro fresco e maturo, un distaccamento dall'alternative-rock cupo tipico dei gruppi emergenti, che va nella direzione di sonorità più pop e che ben si sposano con il timbro pulito della voce della band. Se da una parte l'intenzione rimane fedele al post-grunge degli anni '90, dall'altra, ripuliti del noise, i brani sono molto più orecchiabili e diretti.

Le canzoni più immediate dell'extended play – quelle che potrebbero essere gli estratti di questo lavoro – sono Uno squarcio nel cielo e Ragnatela. La prima è più eterea e parla di incanalare le energie nel modo migliore (“Ho un amico poeta che scrive canzoni / lui dice «sfoga la rabbia in un pensiero positivo»”), sebbene in questo mondo sia facile perdere gli stimoli o essere fraintesi (“Se indichi la luna ti guardano ancora il dito”). La seconda, più terrena, è invece la metafora di un amore nocivo: “Cosa dicevi mentre ti guardavo e masticavo i tuoi insetti / come puoi dire che non ti rispetti, i tuoi segreti sono infetti”.

21 feb 2015

Plankton Dada Wave – Haus of Dada EP [Recensione]

Pensando alla citazione "Se il dadaismo era contro l'arte, il punk era contro il design" del celebre graphic designer Philip B. Meggs, l'impegnativo ma bizzarro nome dei Plankton Dada Wave riassume al meglio quello che la band rappresenta: la vera essenza del punk-rock nato per osteggiare la musica mainstream.


Non a caso, il titolo del loro ultimo EP Haus of Dada scimmiotta il team creativo della popolarissima Lady Gaga – per l'appunto Haus of Gaga – e conquista in soli 17 minuti, grazie ad un collage di suoni e riferimenti ricercati. Proprio come avveniva per le riviste punk indipendenti di fine anni '70, la band varesotta ritaglia accuratamente citazioni musicali per poi rimescolarle in modo ironico ma aggressivo, ottenendo dei pezzi unici.

Durante l'ascolto salta all'orecchio la varietà dei suoni: oltre ai classici voce, basso, chitarra elettrica e batteria, abbondano i suoni sintetici. Fanno poi la loro comparsa gli strumenti più disparati, come l'inconsueto xilofono o altri congegni generalmente non destinati alla musica. 

8 feb 2015

Rachele Bastreghi - Marie EP [Recensione]

In attesa del nuovo disco dei Baustelle, previsto per il 2016, Rachele Bastreghi – voce femminile e tastierista del gruppo – si concede un'inattesa parentesi in solitaria con la pubblicazione dell'EP Marie.


Anche privata del suo alter-ego Francesco Bianconi, permangono le atmosfere citazioniste tipiche della band toscana: eleganti tappeti d'archi, tastiere liquide, testi ricercati e vagamente retrò ma comunque ammiccanti ed estremamente "pop", con l'abituale strizzatina d'occhio al grande pubblico.

La vera carta vincente di questo lavoro solista è la voce, che resta una delle più suggestive del panorama italiano: se nella formazione al completo risulta troppo spesso soffocata dall'onnipresenza del frontman – che invece non dispone di un mezzo vocale altrettanto duttile e raffinato – qui Rachele può cesellare alcuni numeri d'alta classe, tra cui spicca la morriconiana Folle tempesta.