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5 mar 2015

Silvano Staffolani - ...di paesi, persone e animali [Recensione]

...di paesi, persone e animali è il secondo lavoro del cantautore marchigiano Silvano Staffolani.


Interamente autoprodotto, l'album prosegue la narrazione cominciata nel primo disco Cartoline d’autore del 2013, anticipando quella dell'annunciato terzo CD dal titolo …qualcuna giunta a destino, a giusta conclusione della trilogia. Tutti e tre  possono essere considerati differenti capitoli  di uno stesso libro, un libro fatto di immagini, luoghi e personaggi che spesso ritornano. I protagonisti, infatti, pur cavalcando spazi e tempi diversi, cambiando nomi e fisionomia, restano sempre gli stessi, come il sentimento attorno a cui si muovono: l'amore. 
Gli anni 80 ’dei Crazy Dolls (di cui Staffolani era cantante), del punk, dei centri sociali, dei suoni elettrici e distorti, sono un lontano ricordo.
Con un corredo composto di chitarra acustica, ukulele e parole, Staffolani assume le sembianze di  menestrello, un cantastorie del terzo millennio, un artigiano dell’arte appassionato e laborioso, genuino e allo stesso tempo ribelle, come ama definirsi.

17 feb 2015

Alessandro Grazian - L'età più forte [Recensione]

A dieci anni dall’esordio discografico, arriva per Alessandro Grazian il quarto album, L’età più forte, il cui titolo è un chiaro omaggio a uno dei quattro volumi di Simone De Beauvoir.


Il progetto è un'istantanea sul tempo trascorso, un'autobiografia – non solo artistica – dei primi dieci anni di carriera dell’autore, anello di congiunzione tra le sue radici folk-intimiste e barocche e le insospettabili sonorità psichedeliche e dream-pop. In Satana e nel finale di Corso San Gottardo, ad esempio, le chitarre fuzz escono direttamente dal mixer, un'aperta citazione ai Tame Impala.

Con questo nuovo disco Grazian sembra voler manifestare, in modo più diretto e meno ingenuo, l'inquietudine artistica che lo pervade e l'eterogeneità dei suoi ascolti con un più incisivo afflato comunicativo (ad esempio La risposta e Anastasia sono brani costruiti su accordi in maggiore) che lo porta a prendere le distanze dalla new wave e dai suoi elementi freddi, come i synth e le chitarre taglienti, per riscoprire temperature musicali più calde ed avvolgenti.

13 feb 2015

Bianco – Guardare per aria [Recensione]

Con l'uscita del suo terzo album colmo di  freschezza e spensieratezza, il cantautore torinese Bianco anticipa la primavera al 3 febbraio. Il titolo Guardare per aria, oltre a essere un verso del singolo lanciato lo scorso gennaio, è uno stile di vita che fa da filo conduttore a tutti e nove i brani o, meglio, da Filo d'erba.


Guardare per aria risulta molto piacevole già al primo ascolto. A farla da padrone sono voce e chitarra, come da consuetudine, mentre il tema principale è la semplicità che sta nelle piccole cose, come in Aeroplano in cui, nonostante l'abitudine venga vista come rimedio alla paura del cambiamento, sono messi in risalto gli aspetti positivi del quotidiano e dell'avere poche pretese. 

Con naturalezza Bianco parla delle sue nuove consapevolezze e lo fa con giochi di parole che rimandano spesso all'infanzia, ricorrendo ad esempio alla metafora del gioco del nascondino (Volume). Tuttavia è forse lo stesso modo di vedere il mondo con gli occhi di un bambino a far scivolare nel ritornello (almeno all'apparenza) nonsense di Drago: “La felicità è un drago / fatto di gesti piccoli / ma così piccoli / quasi invisibili”.