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21 ott 2015

Lana Del Rey - Honeymoon [Recensione]

Lana Del Rey è tornata, dopo poco più di un anno dal rilascio di quel capolavoro chiamato Ultraviolence, con una ventata di freschezza intitolata Honeymoon.


Le aspettative erano alte, un po' perché si tratta di una delle artiste più amate e allo stesso tempo criticate degli ultimi anni, un po' perché quel gioiellino di Ultraviolence aveva spiazzato tutti.
Honeymoon fa ben sperare già dal titolo, e si rivela un lavoro ben fatto.

L'album si apre con i violini malinconici della title track, nonché primo singolo estratto, una ballata retrò che ci accompagna nelle atmosfere sognanti e malinconiche che permeeranno l'intero album. Lana si cimenta qui nello scatting, virtuosismo vocale tipico del jazz, che incontreremo anche in altre tracce. Lo scenario è quello decadente a cui la cantante ci ha ampiamente abituati, in cui la fanno da protagonista storie di amori violenti e burrascosi, anche se, questa volta, sono permeati da un alone di romanticismo.

21 set 2015

Muse - Drones [Recensione]

I Muse sono tornati con l'attesissimo album Drones e, come d'abitudine, hanno scatenato un pulviscolo di reazioni diverse tra i fan. 


L'attesa era alta, un po' perché The 2nd law risale al 2012, un po' perché dalle interviste che hanno preceduto l'uscita dell'album, Drones si preannunciava il pronipote di Origin of symmetry. Ma, come ben sapranno i fan più accaniti del trio del Devon, mai prendere per oro colato le dichiarazioni di Bellamy e compagni.
Prima dell'uscita sono stati estratti ben otto brani, considerando anche [Drill Sergeant] e [JFK], che hanno permesso ai fan di ascoltare in anteprima parte del disco; ciò ha però anche fatto sì che, avendo svelato quasi tutto l'album, non ci si potesse godere appieno Drones nella sua interezza.

29 giu 2015

Florence + The Machine - How big, how blue, how beautiful [Recensione]

Dopo quattro anni di attesa, How big, how blue, how beautiful sancisce l'attesissimo ritorno della band britannica Florence + The Machine, che ci aveva lasciati con Ceremonials, album colossale, cupo e tormentato, che li aveva consacrati come una delle band più amate del momento.



How big, how blue, how beautiful è un amalgama delle atmosfere rappresentate nei due album precedenti, ma con una maturità e una capacità di rinnovazione che lo rende un vero capolavoro. Al suo interno troviamo la forza cruda e sanguinaria di Lungs e l'introspezione oscura di Ceremonials, a cui si aggiungono un calore ed un'intimità inediti.

La prima traccia è Ship to wreck, brano dal testo visionario che, con le melodie folk-rock e il  ritornello irresistibile, ci introduce nel viaggio pieno di colori che ci attende.

Segue What kind of man, una delle migliori tracce dell'album, in cui Florence Welch, con una carica emotiva ed un suono senza precedenti, affronta il tema di una storia d'amore tormentata.

24 apr 2015

The Prodigy – The Day Is My Enemy [Recensione]

È uscita lo scorso 30 marzo la sesta fatica in studio dei Prodigy, a sei anni di distanza dall'ultimo disco di inediti, Invaders Must Die. In questo lasso di tempo la band britannica, storicamente poco prolifica, aveva ingannato l'attesa dei fan dando alle stampe un live, World's on Fire, e la riedizione celebrativa dei quindici anni del capolavoro The Fat of the Land nel 2012.



Rispetto ai predecessori, The Day Is My Enemy – titolo tratto da un verso di All Through the Night di Cole Porter – presenta un'importante novità: per la prima volta il cervello artistico del gruppo, Liam Howlett, è stato affiancato nella composizione dagli iconici vocalist Maxim e Keith Flint, fino ad allora semplici (e splendidi) esecutori.
Anticipato a gennaio dal primo singolo Nasty – brano potentissimo, fratellino minore delle storiche Breathe e Firestarter –, il disco è un autentico tuffo negli anni 90, quelli dei rave party e della techno ossessiva da ballare fino all'alba, spesso con qualche aiuto chimico.

20 apr 2015

Banks - Goddess [Recensione]

Jillian Banks (Los Angeles, classe '88) è una ragazza comune, che vive un'adolescenza tormentata a causa del divorzio dei genitori e trova nella musica il suo rifugio. All'età di quindici anni, dopo aver imparato a suonare il piano da sola, inizia a comporre canzoni, perché sono l'unico mezzo per esprimere tutta la solitudine che prova. 


Passano gli anni e Banks continua a comporre musica e a condividerla sul web, finché un giorno l'amica Lily Collins, figlia del notissimo Phil, la introduce nel mondo dell'industria musicale. Da qui Jillian, attorniata da un team di esperti, crea il sound che la farà conoscere al grande pubblico e intraprende la carriera musicale. 

Goddess, album d'esordio, è un lavoro cupo, fondato principalmente su beat hip-hop e sonorità r&b squarciate da synth dark e minimali. La voce, molto effettata, accompagna questo sound amalgamandosi perfettamente al mood cybernetico che l'album presenta. I testi sono quasi sempre cupi e talvolta autobiografici. 

2 apr 2015

SoKo - My dreams dictate my reality [Recensione]

My dreams dictate my reality è il secondo capitolo della saga musicale di Stéphanie Sokolinski, in arte SoKo. "Vengo in pace, vengo per salvarti", così inizia il viaggio nello strano mondo delle meraviglie in cui si viene catapultati sin dal primo ascolto. 


L'album è scritto interamente dalla cantante e prodotto da Ross Robinson, leggendario produttore dei Cure;  vede una SoKo più matura, nonostante persista la sua aria naïf e fuori dagli schemi. Il sound è un milkshake di suoni goth-pop uniti a riverberi dal sapore eighties, permeato da synth ora frizzanti ora malinconici, ma non scade mai nell'imitazione o nella banalità, grazie all'abilità nello scrivere e all'attualità dei temi toccati. L'album tocca picchi altissimi con lo swing sbarazzino e sfrontato di Temporary mood swing, che si insinua nella testa in un loop piacevolissimo. L'umore viene poi squarciato dalla malinconica struggenza della title track My dreams dictate my reality.

25 mar 2015

Barely Awake - Barely Awake [Recensione]

È uscito lo scorso 15 marzo il disco d'esordio omonimo dei Barely Awake, band pesarese capitanata dal cantante e chitarrista Francesco Agostini. Lasciati alle spalle due EP autoprodotti ed altrettanti tour europei, il quartetto marchigiano debutta sulla lunga distanza con un lavoro impegnativo, costituito da ben 16 tracce per circa un'ora di ascolto, per la prima volta realizzato in coproduzione con la DIYSCO.


La voglia di osare non manca davvero, così come i rimandi illustri, a partire dall'enigmatico artwork – realizzato dal gruppo stesso – che richiama la desolazione ancestrale di Kid A. Da un punto di vista prettamente musicale è invece evidente l'influenza dei texani Mars Volta, band tra le più eclettiche dell'ultimo decennio, il cui spirito aleggia su molte tracce: il singolo Where Else Is Me?, accompagnato dall'ipnotico videoclip, è forse l'episodio più riuscito insieme alle articolate Down Waterfalls e Mary Ann Kelly, mentre la formula mostra un po' la corda in pezzi meno ispirati come Amen o No Therapy.

Nell'album convivono comunque più anime, spaziando dai ritmi potenti dell'hard rock/metal (Lovers Are Back, Aerials, ma anche l'ironica Just Fine) alle atmosfere più riflessive delle strumentali Eagles, Rain, Storm e L. 2840,0 [side A], passando per il folk scanzonato di Vacanze Romane – anch'esso foriero di sorprese ed improvvisi rovesciamenti d'umore, marchi di fabbrica della band.

21 mar 2015

Hozier - Hozier [Recensione]

Hozier, ormai chi non conosce questo artista? La sua popolarità è arrivata all'apice in pochissimo tempo grazie al maestoso singolo Take Me To Church, nominato Song of the Year agli ultimi Grammy e Best Song with a Social Message agli MTV Europe Music Awards dello scorso anno.


Take Me To Church è una metafora della fine di un amore, come ha spiegato lo stesso Hozier, scritta immediatamente dopo la rottura con una delle sue ex fidanzate. Il cantante trasmuta la fine della relazione in un video nel quale omosessualità, religione e leggi politiche – in particolare quelle russe – non vanno d'accordo, come si evince dal testo: “My Church offers no absolutes / She tells me, 'Worship in the bedroom.' / The only heaven I'll be sent to / Is when I'm alone with you / I was born sick, But I love it / Command me to be well / Amen. Amen. Amen. Amen”.

L'artista si è quindi presentato al grande pubblico con un singolo molto potente accompagnato da un importante messaggio: lottare per il proprio amore, di qualunque genere o sesso si tratti. Nonostante la giovane età, Hozier può infatti essere tranquillamente considerato uno degli artisti più promettenti in circolazione.


15 mar 2015

Marilyn Manson - The Pale Emperor [Recensione]

Brian Warner, alias Marilyn Manson, torna con il suo nono progetto studio a tre anni di distanza dall'ultimo lavoro. Titolo dell'ultimo progetto è The Pale Emperor ("Il Pallido Imperatore"), uscito in due versioni: quella standard, che contiene dieci tracce, e la deluxe che include tre versioni acustiche come bonus track. 


Progetto in coproduzione con il nuovo componente Tyler Bates, compositore e produttore Hollywoodiano, l'album – uscito il 16 Gennaio – si è rivelato un successo sia commerciale che di critica, al termine di quasi dieci anni di lenta e agognata risalita del livello musicale della band statunitense. 

The Pale Emperor è un progetto dove le sonorità Industrial, componenti quasi onnipresenti nella carriera del trasgressivo Manson, vengono quasi annullate e lasciano spazio ad atmosfere cupe ed intrise di un rock/blues più enigmatico, con accenni dal sapore vagamente country, come nel singolo Third Day Of A Seven Day Bringe.

10 mar 2015

Purity Ring - Another Eternity [Recensione]

Oggi siamo qui a recensire Another Eternity, ultimo lavoro dei Purity Ring, band canadese di musica elettronica nata nel 2010.


Probabilmente solo gli amanti della musica undergorund conosceranno il gruppo e la sua storia, essendo praticamente sconosciuti al pubblico italiano; l'intento di questa recensione ovviamente è di farli conoscere, e magari attirare l'attenzione di qualche nuovo ascoltatore.

Il duo ha una storia ancora piuttosto breve alle spalle, essendosi formato relativamente di recente. I due membri attuali avevano infatti cominciato la loro avventura suonando nei Born Gold, ma durante i viaggi in tour scoprirono la loro vera vocazione, iniziando a sperimentare composizioni elettroniche: incisero così la loro prima canzone del genere e successivamente lasciarono la band per creare i Purity Ring.

7 mar 2015

The Bad Mexican – Due [Recensione]

Chi soffre della fobia degli scarafaggi potrebbe avere qualche dubbio nell'avviarsi all'ascolto dell'ultimo lavoro dei The Bad Mexican, che nella bellissima copertina presenta un chiaro riferimento a La Cucaracha


Se il primo album del "messicano cattivo" prendeva il nome di This is the first attempt of a band called The Bad Mexican, il secondo si sarebbe potuto chiamare This is the second attempt..., ma l'originalità della band ha optato per Due. Scherzi a parte, i quattro senesi danno i numeri, chiamando letteralmente le tracce Uno, Due, e così via fino a Nove, a dispetto della lingua inglese adottata dai testi.

L'inizio è dei più frenetici: Uno è una partenza in quarta che cattura l'attenzione, un brano punk che trova, nei vari cambi di rotta, lo spazio per esaltare tutti gli strumenti impiegati, dalle voci alla chitarra, dalla batteria al sax. Quest'ultimo rimarca fortemente un'impronta jazz in quasi tutto il disco e soprattutto in Due, brano meno orecchiabile del precedente che punta sulla confusione dei suoni.

6 mar 2015

Flame Parade - Berlin / As above, so below (Singolo) [Recensione]

Se addentrandovi in un bosco toscano udite un motivo folk provenire da lontano, allora non dovete stupirvi: sono i Flame Parade, un gruppo di musicisti che ha trovato lontano dalla città il suo habitat naturale.


Poteva forse apparire uno sfizio da hipster quello di Marco Zampoli, Mattia Calosci e Letizia Bonchi, quando nell'estate del 2012 pensarono di trasferirsi in una una casa colonica a comporre musica. Qui i tre intrapresero un percorso di ricerca musicale, i cui orizzonti si allargavano dalla nascita del revival folk, ovvero dagli anni '50-'60, sino all'indie-folk del momento, quello dei Beirut o di Edward Sharpe & the Magnetic Zeros.

Attorno al trio nasceva spontaneamente una comunità artistica - non solo musicale, ma anche cinematografica - e una volta contagiati un bassista (Alessandro Fabbrizzi), un batterista (Niccolò Failli) e un trombettista (Edoardo Toti), il progetto aveva radici sufficientemente robuste per la produzione dei primi demo.

5 mar 2015

Silvano Staffolani - ...di paesi, persone e animali [Recensione]

...di paesi, persone e animali è il secondo lavoro del cantautore marchigiano Silvano Staffolani.


Interamente autoprodotto, l'album prosegue la narrazione cominciata nel primo disco Cartoline d’autore del 2013, anticipando quella dell'annunciato terzo CD dal titolo …qualcuna giunta a destino, a giusta conclusione della trilogia. Tutti e tre  possono essere considerati differenti capitoli  di uno stesso libro, un libro fatto di immagini, luoghi e personaggi che spesso ritornano. I protagonisti, infatti, pur cavalcando spazi e tempi diversi, cambiando nomi e fisionomia, restano sempre gli stessi, come il sentimento attorno a cui si muovono: l'amore. 
Gli anni 80 ’dei Crazy Dolls (di cui Staffolani era cantante), del punk, dei centri sociali, dei suoni elettrici e distorti, sono un lontano ricordo.
Con un corredo composto di chitarra acustica, ukulele e parole, Staffolani assume le sembianze di  menestrello, un cantastorie del terzo millennio, un artigiano dell’arte appassionato e laborioso, genuino e allo stesso tempo ribelle, come ama definirsi.

4 mar 2015

Nrec - Spaghettitronica EP [Recensione]

Ieri è uscito il nuovo EP di Nrep, nome d'arte di Enrico Tiberi, con un intento a dir poco ardito: il lancio di un nuovo genere chiamato "eviltronica". Avvalendosi della voce di Daniele Strappato, il marchigiano propone un'elettronica nuova, di estrazione dark e dalle atmosfere heavy.


L'inizio è dei più promettenti: quando il noise iniziale di Videodrøme si schiarisce, prende vita il pezzo più ballabile dell'EP. La musica ricorda l'elettronica francese dei Justice o dei Daft Punk - per scomodare qualche big del genere - sulla quale incombe però un'ombra oscura. È infatti esplicito il riferimento all'horror fantascientifico di David Cronenberg, in cui il protagonista è vittima di un manipolatore di coscienze che per i suoi scopi ricorre alla pellicola: "I want to see more violence / I want to see blood and disgusting murders on the TV screen / Welcome to Videodrome / Shock me!". 


3 mar 2015

23 and Beyond the Infinite – Faces from the Ancient Gallery [Recensione]

Arriva dalla provincia di Benevento l'ultima novità del rock psichedelico made in Italy. Già autori dell'EP Dumbo Gets Drunk, uscito poco più di un anno fa, i 23 and Beyond the Infinite – questo il nome del gruppo, non proprio semplicissimo – sono tornati lo scorso dicembre con il loro album di debutto, Faces from the Ancient Gallery.


Il prodotto si presenta accattivante già dalla copertina, inquietante e visionaria come si conviene ad una band del genere: una (antica) galleria di volti a bocca spalancata, presumibilmente in uno stato di alterazione sensoriale. 
La perdita delle tradizionali coordinate del mondo reale viene confermata fin dalla prima traccia – che curiosamente riprende il titolo del precedente EP, pur non facendone parte –, tra tastiere e percussioni incalzanti che richiamano i Pink Floyd degli esordi: una progressione barrettiana alla Lucifer Sam che deflagra in un urlo liberatorio, sospesa in un'atmosfera da thriller anni '60.

1 mar 2015

New Adventures in Lo-Fi - So Far [Recensione]

È uscito ieri il primo long playing del terzetto torinese New Adventures in Lo-Fi – nome che richiama esplicitamente i R.E.M., seppur declinati in bassa fedeltà – capitanato dal cantante e chitarrista Enrico Viarengo e completato dalla presenza di Michele Sarda al basso e Marco Agagliati alle percussioni.


A due anni di distanza esatti dall'EP Take Took Taken, autoprodotto, arriva quindi la pubblicazione di So Far, registrato per l'etichetta Stop Records presso lo Stop Studio di Rimini. 

L'uscita dell'album era stata anticipata dal primo singolo Daffodils – rilasciato lo scorso 13 gennaio con tanto di videoclip –, uno dei pezzi più concisi e al tempo stesso rappresentativi dell'intero disco: una progressione lenta e malinconica, fortemente debitrice del rock alternativo anni '90 e corredata da un testo intimo, incentrato sul progressivo disgregarsi di una relazione.  

28 feb 2015

The Selfish Cales - Throw Your Watch To The Water [Recensione]

Oggi la rock-band psichedelica torinese dei The Selfish Cales lancia il suo terzo album, che mette in chiaro il proprio mood già dalla copertina.


Throw Your Watch To The Water sembra un disco trovato per caso nel garage di papà o a un mercatino del vintage, un cimelio di  fine anni '60 che conserva tutte le sonorità psichedeliche di quegli anni. Il nuovo lavoro dei Cale – questo il "cognome d'arte" di Gabriele, Andrea e Sara – è infatti il frutto di un'accurata ricerca nei suoni originali, rispolverati dallo spettro bohémien delle grandi band dell'epoca, come i Jefferson Airplane o i Kaleidoscope (la cui influenza è ben evidente).

Il disco parte a gran ritmo con le prime due tracce, Sulphureous Haze e Soul Mates, in cui la batteria è suonata con grande energia in alcuni punti, per assentarsi invece nei momenti più lenti e visionari. Non mancano però atmosfere dai toni più smorzati, come Peacock Girl o Mr. Hotpeach, senza perdere in attrattiva. 

Marina and the Diamonds - Froot [Recensione]

Oggi vi parliamo in anteprima assoluta dell'album di prossima uscita di Marina and the Diamonds (all'anagrafe Marina Lambrini Diamandis), dal semplicissimo titolo Froot.



Dopo aver ucciso Electra Heart, alter ego utilizzato per dare vita al precedente progetto, cosa ci si potrebbe aspettare di più da Marina? Difficile rispondere con esattezza: Electra Heart era un lavoro estremamente profondo e creato in maniera dettagliata, non un semplice disco ma qualcosa di molto più elaborato. Un concept album con storyline suddivisa in undici video (tra cui singoli ufficiali e mini storie narrative), nato per far conoscere la travagliata vita amorosa della protagonista.

L'album vantava power-ballad e pezzi pop dal vibe retrò che nel complesso lo rendevano degno di essere ascoltato da chiunque. Quindi, se già abbiamo alle spalle un lavoro di tutto rispetto, cosa si può fare di meglio per accattivarsi l'attenzione del pubblico? Marina ha la risposta per voi.

26 feb 2015

Alterea - Pausa Zen EP [Recensione]

Lo scorso 11 gennaio la band di Imperia ha pubblicato un EP il cui titolo sottolinea il ritorno dopo una lunga pausa. Dall'album d'esordio Tutto sembra spegnersi, sono infatti passati sette anni nei quali vi è stato un rinnovamento, non solo della formazione ma anche a livello musicale e filosofico.


Già dal primo ascolto, Pausa Zen risulta un lavoro fresco e maturo, un distaccamento dall'alternative-rock cupo tipico dei gruppi emergenti, che va nella direzione di sonorità più pop e che ben si sposano con il timbro pulito della voce della band. Se da una parte l'intenzione rimane fedele al post-grunge degli anni '90, dall'altra, ripuliti del noise, i brani sono molto più orecchiabili e diretti.

Le canzoni più immediate dell'extended play – quelle che potrebbero essere gli estratti di questo lavoro – sono Uno squarcio nel cielo e Ragnatela. La prima è più eterea e parla di incanalare le energie nel modo migliore (“Ho un amico poeta che scrive canzoni / lui dice «sfoga la rabbia in un pensiero positivo»”), sebbene in questo mondo sia facile perdere gli stimoli o essere fraintesi (“Se indichi la luna ti guardano ancora il dito”). La seconda, più terrena, è invece la metafora di un amore nocivo: “Cosa dicevi mentre ti guardavo e masticavo i tuoi insetti / come puoi dire che non ti rispetti, i tuoi segreti sono infetti”.

23 feb 2015

Imagine Dragons – Smoke + Mirrors [Recensione]

Ormai chi non conosce gli Imagine Dragons? Gruppo statunitense formatosi nel 2008, ma giunto soltanto cinque anni più tardi nell'olimpo delle band di fama mondiale, grazie al singolo Radioactive: questa traccia venne usata dalla Ubisoft nel trailer di lancio dell'allora attesissimo Assassin's Creed 3, una trovata commerciale che ebbe i suoi frutti. Ora gli Imagine Dragons vantano una certa popolarità, certamente meritata, e dopo il meraviglioso Night Visions non tardano a farci ascoltare il loro nuovo lavoro Smoke + Mirrors.


Ma prima di parlare dell'ultima fatica, facciamo un piccolo recap storico/musicale del gruppo.
Come detto precedentemente,  la band ottiene il riconoscimento globale grazie a Radioactive soltanto nel 2013, sebbene l'album fosse stato pubblicato addirittura un anno prima (potere dei videogame!). 

Diversi singoli di indiscutibile bellezza sono stati poi rilasciati nel tempo: se ancora non avete familiarità con la loro musica, sono assolutamente imperdibili la super-ballad Demons e l'orecchiabilissima On Top Of The World. Addirittura, vista la nuova potenza mediatico-pubblicitaria, nel 2014 il gruppo viene ingaggiato per contribuire alla colonna sonora del film Transformers 4, con la canzone Battle Cry.