Visualizzazione post con etichetta post-punk. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta post-punk. Mostra tutti i post

21 feb 2015

Plankton Dada Wave – Haus of Dada EP [Recensione]

Pensando alla citazione "Se il dadaismo era contro l'arte, il punk era contro il design" del celebre graphic designer Philip B. Meggs, l'impegnativo ma bizzarro nome dei Plankton Dada Wave riassume al meglio quello che la band rappresenta: la vera essenza del punk-rock nato per osteggiare la musica mainstream.


Non a caso, il titolo del loro ultimo EP Haus of Dada scimmiotta il team creativo della popolarissima Lady Gaga – per l'appunto Haus of Gaga – e conquista in soli 17 minuti, grazie ad un collage di suoni e riferimenti ricercati. Proprio come avveniva per le riviste punk indipendenti di fine anni '70, la band varesotta ritaglia accuratamente citazioni musicali per poi rimescolarle in modo ironico ma aggressivo, ottenendo dei pezzi unici.

Durante l'ascolto salta all'orecchio la varietà dei suoni: oltre ai classici voce, basso, chitarra elettrica e batteria, abbondano i suoni sintetici. Fanno poi la loro comparsa gli strumenti più disparati, come l'inconsueto xilofono o altri congegni generalmente non destinati alla musica. 

17 feb 2015

Alessandro Grazian - L'età più forte [Recensione]

A dieci anni dall’esordio discografico, arriva per Alessandro Grazian il quarto album, L’età più forte, il cui titolo è un chiaro omaggio a uno dei quattro volumi di Simone De Beauvoir.


Il progetto è un'istantanea sul tempo trascorso, un'autobiografia – non solo artistica – dei primi dieci anni di carriera dell’autore, anello di congiunzione tra le sue radici folk-intimiste e barocche e le insospettabili sonorità psichedeliche e dream-pop. In Satana e nel finale di Corso San Gottardo, ad esempio, le chitarre fuzz escono direttamente dal mixer, un'aperta citazione ai Tame Impala.

Con questo nuovo disco Grazian sembra voler manifestare, in modo più diretto e meno ingenuo, l'inquietudine artistica che lo pervade e l'eterogeneità dei suoi ascolti con un più incisivo afflato comunicativo (ad esempio La risposta e Anastasia sono brani costruiti su accordi in maggiore) che lo porta a prendere le distanze dalla new wave e dai suoi elementi freddi, come i synth e le chitarre taglienti, per riscoprire temperature musicali più calde ed avvolgenti.