L'artista che ha esordito con Un meraviglioso declino, album pubblicato nel 2012, non può che tornare sulle scene con un titolo dal forte “impatto ambientale”. Egomostro, il nome dato da Colapesce al suo ultimo lavoro uscito lo scorso 3 febbraio, può essere riassunto come la consapevolezza morale ma anche artistica di un cantautore che osserva il mondo che lo circonda e lo sa descrivere con parole nuove.
Sebbene il titolo dell'album e il testo del singolo Maledetti italiani che lo ha anticipato qualche settimana fa lasciassero presagire una svolta dell'autore su temi sociali, Egomostro si rivela il giusto compromesso tra lirica ed epica, la fusione di ricercatezza interiore e analisi esteriore ben rappresentata nel suono e nel testo.
Le quattordici tracce
sono un dormiveglia in cui da immagini estremamente oniriche si
ritorna alla realtà e alla sua crudezza, fino alla rassegnazione e all'accettazione del cantautore di essere un sognatore in un mondo
scarno di poesia.
