Protestantesima "vai e risuona ovunque" per citare le parole dello stesso UMG, ex Moltheni (che tanto ex non lo è mai stato) al suo secondo album che firma con il proprio nome di battesimo prodotto da La Tempesta Dischi.
Un Giardini schietto come sempre, seppur nel suo ermetismo, che centra l'obiettivo e imprime il suo marchio di fabbrica, ben riconoscibile nel panorama musicale italiano e lontano "anni luce" dai compromessi nazional-popolari.
All'omologazione Umberto risponde con un prodotto genuino e a tratti demodè, procedendo per la sua strada in direzione ostinata e contraria: "Torno quando sarà finito l'oro nero", "E se è vero che tutto si compra / e il ldenaro rincuora / resto pulito e raro / chi se ne frega".
Se la nuova formazione (composta da Giulio Martinelli alla batteria, Michele Zanni alle tastiere e il fedele Maracas all’altra chitarra) lasciava presagire a un ritorno del primo Moltheni, più pop, Giardini continua a sorprendere, con un album ricchissimo di spunti, mostrando una consapevolezza sempre più marcata.