13 feb 2015

Bianco – Guardare per aria [Recensione]

Con l'uscita del suo terzo album colmo di  freschezza e spensieratezza, il cantautore torinese Bianco anticipa la primavera al 3 febbraio. Il titolo Guardare per aria, oltre a essere un verso del singolo lanciato lo scorso gennaio, è uno stile di vita che fa da filo conduttore a tutti e nove i brani o, meglio, da Filo d'erba.


Guardare per aria risulta molto piacevole già al primo ascolto. A farla da padrone sono voce e chitarra, come da consuetudine, mentre il tema principale è la semplicità che sta nelle piccole cose, come in Aeroplano in cui, nonostante l'abitudine venga vista come rimedio alla paura del cambiamento, sono messi in risalto gli aspetti positivi del quotidiano e dell'avere poche pretese. 

Con naturalezza Bianco parla delle sue nuove consapevolezze e lo fa con giochi di parole che rimandano spesso all'infanzia, ricorrendo ad esempio alla metafora del gioco del nascondino (Volume). Tuttavia è forse lo stesso modo di vedere il mondo con gli occhi di un bambino a far scivolare nel ritornello (almeno all'apparenza) nonsense di Drago: “La felicità è un drago / fatto di gesti piccoli / ma così piccoli / quasi invisibili”.

9 feb 2015

Classifica settimanale degli artisti dal 2 all'8 febbraio

I Verdena grazie al successo di Endkadenz Vol.1 confermano il loro primo posto nella nostra speciale classifica, seguiti da altri due artisti che godono dell'onda positiva dovuta all'uscita del nuovo album: Colapesce (Egomostro) e Umberto Maria Giardini (Protestantesima). 


Non compare ancora nella #top10 Rachele Bastreghi che ha pubblicato l'EP Marie ma resistono i Baustelle, anche se perdono due posizioni. Rispetto alla scorsa settimana resistono anche Vasco Brondi e Lo Stato Sociale. 

Le due new entry, entrambe straniere, sono la band alternative-rock statunitense dei TV on the Radio e la britannica FKA Twigs (in foto). 

8 feb 2015

Rachele Bastreghi - Marie EP [Recensione]

In attesa del nuovo disco dei Baustelle, previsto per il 2016, Rachele Bastreghi – voce femminile e tastierista del gruppo – si concede un'inattesa parentesi in solitaria con la pubblicazione dell'EP Marie.


Anche privata del suo alter-ego Francesco Bianconi, permangono le atmosfere citazioniste tipiche della band toscana: eleganti tappeti d'archi, tastiere liquide, testi ricercati e vagamente retrò ma comunque ammiccanti ed estremamente "pop", con l'abituale strizzatina d'occhio al grande pubblico.

La vera carta vincente di questo lavoro solista è la voce, che resta una delle più suggestive del panorama italiano: se nella formazione al completo risulta troppo spesso soffocata dall'onnipresenza del frontman – che invece non dispone di un mezzo vocale altrettanto duttile e raffinato – qui Rachele può cesellare alcuni numeri d'alta classe, tra cui spicca la morriconiana Folle tempesta.

6 feb 2015

Umberto Maria Giardini - Protestantesima [Recensione]

Protestantesima "vai e risuona ovunque" per citare le parole dello stesso UMG, ex Moltheni (che tanto ex non lo è mai stato) al suo secondo album che firma con il proprio nome di battesimo prodotto da La Tempesta Dischi.


Un Giardini schietto come sempre, seppur nel suo ermetismo, che centra l'obiettivo e imprime il suo marchio di fabbrica, ben riconoscibile nel panorama musicale italiano e lontano "anni luce" dai compromessi nazional-popolari.

All'omologazione Umberto risponde con un prodotto genuino e a tratti demodè, procedendo per la sua strada in direzione ostinata e contraria: "Torno quando sarà finito l'oro nero", "E se è vero che tutto si compra / e il ldenaro rincuora / resto pulito e raro / chi se ne frega".

Se la nuova formazione (composta da Giulio Martinelli alla batteria, Michele Zanni alle tastiere e il fedele Maracas all’altra chitarra) lasciava presagire a un ritorno del primo Moltheni, più pop, Giardini continua a sorprendere, con un album ricchissimo di spunti, mostrando una consapevolezza sempre più marcata. 

4 feb 2015

Verdena - Endkadenz Vol.1 [Recensione]

I Verdena sono arrivati "come alieni fra di noi", riapparendo sulla scena dopo quattro anni di assenza con il nuovo album Endkadenz (Vol. 1) uscito il 27 gennaio, primo di due saturi e prolissi volumi gemelli (per il secondo bisognerà aspettare fino a quest'estate).


Come richiama il titolo, Endkadenz è l'ultimo suono d'effetto, un tuffo di testa sulla membrana del timpano a suggello di un'opera sinfonica, un gesto inusuale che lascia spiazzati e sospesi con il bisogno di capire se nell'azione si nasconde un qualche messaggio celato (immergiti nella musica e ne comprenderai il significato intrinseco!).


Si riconfermano ancora una volta come la criptica ed ormai inarrestabile band bergamasca che, con Endkadenz, segna quasi un ritorno alle origini, sebbene con la maturità e la sperimentazione acquisita da album come Requiem e Wow che gli hanno resi (giustamente) uno dei gruppi di riferimento del panorama underground italiano.

Colapesce - Egomostro [Recensione]


L'artista che ha esordito con Un meraviglioso declino, album pubblicato nel 2012, non può che tornare sulle scene con un titolo dal forte “impatto ambientale”. Egomostro, il nome dato da Colapesce al suo ultimo lavoro uscito lo scorso 3 febbraio, può essere riassunto come la consapevolezza morale ma anche artistica di un cantautore che osserva il mondo che lo circonda e lo sa descrivere con parole nuove.



Sebbene il titolo dell'album e il testo del singolo Maledetti italiani che lo ha anticipato qualche settimana fa lasciassero presagire una svolta dell'autore su temi sociali, Egomostro si rivela il giusto compromesso tra lirica ed epica, la fusione di ricercatezza interiore e analisi esteriore ben rappresentata nel suono e nel testo.

Le quattordici tracce sono un dormiveglia in cui da immagini estremamente oniriche si ritorna alla realtà e alla sua crudezza, fino alla rassegnazione e all'accettazione del cantautore di essere un sognatore in un mondo scarno di poesia.