Con l'uscita del suo terzo album colmo di freschezza e spensieratezza, il cantautore torinese Bianco anticipa la primavera al 3 febbraio. Il titolo Guardare per aria, oltre a essere un verso del singolo lanciato lo scorso gennaio, è uno stile di vita che fa da filo conduttore a tutti e nove i brani o, meglio, da Filo d'erba.
Guardare per aria risulta molto piacevole già al primo ascolto. A farla da padrone sono voce e chitarra, come da consuetudine, mentre il tema principale è la semplicità che sta nelle piccole cose, come in Aeroplano in cui, nonostante l'abitudine venga vista come rimedio alla paura del cambiamento, sono messi in risalto gli aspetti positivi del quotidiano e dell'avere poche pretese.
Con naturalezza Bianco parla delle sue nuove consapevolezze e lo fa con giochi di parole che rimandano spesso all'infanzia, ricorrendo ad esempio alla metafora del gioco del nascondino (Volume). Tuttavia è forse lo stesso modo di vedere il mondo con gli occhi di un bambino a far scivolare nel ritornello (almeno all'apparenza) nonsense di Drago: “La felicità è un drago / fatto di gesti piccoli / ma così piccoli / quasi invisibili”.





