28 feb 2015

The Selfish Cales - Throw Your Watch To The Water [Recensione]

Oggi la rock-band psichedelica torinese dei The Selfish Cales lancia il suo terzo album, che mette in chiaro il proprio mood già dalla copertina.


Throw Your Watch To The Water sembra un disco trovato per caso nel garage di papà o a un mercatino del vintage, un cimelio di  fine anni '60 che conserva tutte le sonorità psichedeliche di quegli anni. Il nuovo lavoro dei Cale – questo il "cognome d'arte" di Gabriele, Andrea e Sara – è infatti il frutto di un'accurata ricerca nei suoni originali, rispolverati dallo spettro bohémien delle grandi band dell'epoca, come i Jefferson Airplane o i Kaleidoscope (la cui influenza è ben evidente).

Il disco parte a gran ritmo con le prime due tracce, Sulphureous Haze e Soul Mates, in cui la batteria è suonata con grande energia in alcuni punti, per assentarsi invece nei momenti più lenti e visionari. Non mancano però atmosfere dai toni più smorzati, come Peacock Girl o Mr. Hotpeach, senza perdere in attrattiva. 

Marina and the Diamonds - Froot [Recensione]

Oggi vi parliamo in anteprima assoluta dell'album di prossima uscita di Marina and the Diamonds (all'anagrafe Marina Lambrini Diamandis), dal semplicissimo titolo Froot.



Dopo aver ucciso Electra Heart, alter ego utilizzato per dare vita al precedente progetto, cosa ci si potrebbe aspettare di più da Marina? Difficile rispondere con esattezza: Electra Heart era un lavoro estremamente profondo e creato in maniera dettagliata, non un semplice disco ma qualcosa di molto più elaborato. Un concept album con storyline suddivisa in undici video (tra cui singoli ufficiali e mini storie narrative), nato per far conoscere la travagliata vita amorosa della protagonista.

L'album vantava power-ballad e pezzi pop dal vibe retrò che nel complesso lo rendevano degno di essere ascoltato da chiunque. Quindi, se già abbiamo alle spalle un lavoro di tutto rispetto, cosa si può fare di meglio per accattivarsi l'attenzione del pubblico? Marina ha la risposta per voi.

26 feb 2015

Alterea - Pausa Zen EP [Recensione]

Lo scorso 11 gennaio la band di Imperia ha pubblicato un EP il cui titolo sottolinea il ritorno dopo una lunga pausa. Dall'album d'esordio Tutto sembra spegnersi, sono infatti passati sette anni nei quali vi è stato un rinnovamento, non solo della formazione ma anche a livello musicale e filosofico.


Già dal primo ascolto, Pausa Zen risulta un lavoro fresco e maturo, un distaccamento dall'alternative-rock cupo tipico dei gruppi emergenti, che va nella direzione di sonorità più pop e che ben si sposano con il timbro pulito della voce della band. Se da una parte l'intenzione rimane fedele al post-grunge degli anni '90, dall'altra, ripuliti del noise, i brani sono molto più orecchiabili e diretti.

Le canzoni più immediate dell'extended play – quelle che potrebbero essere gli estratti di questo lavoro – sono Uno squarcio nel cielo e Ragnatela. La prima è più eterea e parla di incanalare le energie nel modo migliore (“Ho un amico poeta che scrive canzoni / lui dice «sfoga la rabbia in un pensiero positivo»”), sebbene in questo mondo sia facile perdere gli stimoli o essere fraintesi (“Se indichi la luna ti guardano ancora il dito”). La seconda, più terrena, è invece la metafora di un amore nocivo: “Cosa dicevi mentre ti guardavo e masticavo i tuoi insetti / come puoi dire che non ti rispetti, i tuoi segreti sono infetti”.

24 feb 2015

I videoclip del mese – Gennaio 2015

Nel primo mese di quest'anno molti artisti hanno comunicato l'uscita a breve del proprio album. Alcuni di questi hanno fatto venire l'acquolina in bocca ai loro fan con il lancio di un video: non sono mancati personaggi di fantascienza, BDSM e riferimenti alla mitologia greca.



5. Giovanni Truppi – Stai Andando Bene Giovanni. Il cantautore napoletano è l'outsider di questo mese, termine che si addice ottimamente al video, girato a Roma e dintorni, in cui è ritratto nel ruolo di atleta agonista, dal cestista al nuotatore, passando per il tennis e altri sport. La canzone è un inno alla resistenza, un vero e proprio incoraggiamento per chi sta lottando per qualcosa, ricordando però che si deve saper perdere. Lo stile di Giovanni Truppi, a parte una maggiore ruvidità, ricorda quello di Tricarico: non a caso l'autore di Io sono Francesco aveva esordito anch'egli con un'autocitazione nel titolo.

23 feb 2015

Imagine Dragons – Smoke + Mirrors [Recensione]

Ormai chi non conosce gli Imagine Dragons? Gruppo statunitense formatosi nel 2008, ma giunto soltanto cinque anni più tardi nell'olimpo delle band di fama mondiale, grazie al singolo Radioactive: questa traccia venne usata dalla Ubisoft nel trailer di lancio dell'allora attesissimo Assassin's Creed 3, una trovata commerciale che ebbe i suoi frutti. Ora gli Imagine Dragons vantano una certa popolarità, certamente meritata, e dopo il meraviglioso Night Visions non tardano a farci ascoltare il loro nuovo lavoro Smoke + Mirrors.


Ma prima di parlare dell'ultima fatica, facciamo un piccolo recap storico/musicale del gruppo.
Come detto precedentemente,  la band ottiene il riconoscimento globale grazie a Radioactive soltanto nel 2013, sebbene l'album fosse stato pubblicato addirittura un anno prima (potere dei videogame!). 

Diversi singoli di indiscutibile bellezza sono stati poi rilasciati nel tempo: se ancora non avete familiarità con la loro musica, sono assolutamente imperdibili la super-ballad Demons e l'orecchiabilissima On Top Of The World. Addirittura, vista la nuova potenza mediatico-pubblicitaria, nel 2014 il gruppo viene ingaggiato per contribuire alla colonna sonora del film Transformers 4, con la canzone Battle Cry.

The Soft Moon – Deeper [Recensione]

È prevista per il prossimo 31 marzo la pubblicazione di Deeper, ultimo lavoro della one man band californiana The Soft Moon, a tre anni di distanza dall'enigmatico Zeros. Per concepire il suo terzo LP in studio, Luis Vasquez ha attraversato l'Atlantico facendo la spola tra Berlino – città così ricca di suggestioni, musicali e non – ed il Veneto, dove ha poi registrato il disco presso l'Hate Studio di Rosà, in provincia di Vicenza.


Nella Luna Morbida convergono diverse anime, quella mitteleuropea della new wave e del krautrock – ecco tornare Berlino – e una più dura, industrial, riconducibile ai Nine Inch Nails ed altra musica d'oltreoceano.

Con Trent Reznor sono molteplici i punti di contatto, a cominciare dal fatto che entrambi siano leader e virtualmente unici membri dei rispettivi progetti musicali, ma anche per via del carattere schivo ed introverso. A questo proposito, vale la pena ricordare l'unico episodio che ne abbia effettivamente intrecciato i destini nella vita reale: qualche anno fa Vasquez remixò il brano Ice Age della nuova band di Reznor, gli How to Destroy Angels, senza mai incontrare fisicamente il collega e ricevendo vivissimi complimenti... Via e-mail!

Classifica settimanale degli artisti dal 16 al 22 febbraio

Continua indisturbata la leadership dei Verdena nella nostra classifica settimanale. Rispetto alla volta scorsa, infatti, perdono ulteriormente terreno I Cani, che scendono di una posizione, e i Baustelle, scivolati nel gradino più basso della top 10.


Troviamo ben due new-entry: il gruppo indie-pop milanese degli Amor Fou e la frontwoman sudcoreana naturalizzata statunitense degli Yeah Yeah Yeahs, Karen O (in foto), che negli ultimi mesi ha pubblicato il suo lavoro solista Crush Songs seguito dall'album Live From Crush Palace.

Il cantautore irlandese Hozier, ormai celebre a livello internazionale per la sua Take Me To Church, rientra direttamente al secondo posto, mentre gli Imagine Dragons devono accontentarsi della posizione numero 4 al termine della settimana di pubblicazione del loro disco Smoke + Mirrors.

21 feb 2015

Plankton Dada Wave – Haus of Dada EP [Recensione]

Pensando alla citazione "Se il dadaismo era contro l'arte, il punk era contro il design" del celebre graphic designer Philip B. Meggs, l'impegnativo ma bizzarro nome dei Plankton Dada Wave riassume al meglio quello che la band rappresenta: la vera essenza del punk-rock nato per osteggiare la musica mainstream.


Non a caso, il titolo del loro ultimo EP Haus of Dada scimmiotta il team creativo della popolarissima Lady Gaga – per l'appunto Haus of Gaga – e conquista in soli 17 minuti, grazie ad un collage di suoni e riferimenti ricercati. Proprio come avveniva per le riviste punk indipendenti di fine anni '70, la band varesotta ritaglia accuratamente citazioni musicali per poi rimescolarle in modo ironico ma aggressivo, ottenendo dei pezzi unici.

Durante l'ascolto salta all'orecchio la varietà dei suoni: oltre ai classici voce, basso, chitarra elettrica e batteria, abbondano i suoni sintetici. Fanno poi la loro comparsa gli strumenti più disparati, come l'inconsueto xilofono o altri congegni generalmente non destinati alla musica. 

Fall Out Boy - American Beauty / American Psycho [Recensione]

Il titolo dell'ultimo lavoro della band punk/rock/alternative Fall Out Boy è il “cortissimo” American Beauty / American Psycho, quindi, se con questa recensione vi convincerete all'acquisto, farete prima a chiedere direttamente: "Mi scusi, mi dà l'ultimo dei Fall Out Boy?".


Ma iniziamo facendo un piccolo passo indietro. La loro precedente pubblicazione risale al 2013: precisamente il 6 Maggio fecero uscire Save The Rock And Roll, anticipato dal singolo My Songs Know What You Did in the Dark (Light Em Up)
Save The Rock And Roll venne sfruttato come visual album (un singolo e un video al mese) al fine di creare una storia a puntate denominata The Young Blood Chronicles.

Detto questo, se siete fans e avete amato il penultimo album, allora amerete anche questo; se invece siete al loro primo ascolto, beh, per apprezzarlo appieno magari vi ci vorrà qualche ascolto extra!

20 feb 2015

Belle and Sebastian - Girls in Peacetime Want to Dance [Recensione]

Giunti al nono episodio di una carriera ormai quasi ventennale, gli scozzesi Belle and Sebastian si regalano un'inattesa svolta electro-danzereccia – dichiarazione d'intenti piuttosto evidente già a partire dal titolo –  nel loro Girls in Peacetime Want to Dance.



Sbocciata dalle Lowlands grazie a delicate trame folk corredate da testi intimisti, la band di Glasgow decide di lasciare da parte gli ormai tradizionali bozzetti di vita quotidiana – largamente debitori di Simon & Garfunkel, ed a loro volta precursori del "new acoustic movement" di Kings of Convenience e Turin Brakes – per addentrarsi in un turbinio di synth e beat elettronici che richiamano le sonorità dei Pet Shop Boys.

Proprio allo stile di questi ultimi si rifà Enter Sylvia Plath, quasi un plagio di quel tormentone da dancefloor che fu It's a Sin. Una somiglianza ulteriormente acuita dalla voce distaccata e vagamente malinconica di Stuart Murdoch, per molti aspetti sovrapponibile a quella di Tennant.